- art.6 commi da 13 a 19 della Legge 388/2000 -

La quota di reddito delle piccole e medie imprese destinata ad investimenti ambientali non concorre a formare il reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi.


AMBITO SOGGETTIVO – PICCOLE E MEDIE IMPRESE
Possono avvalersi dell’agevolazione per investimenti ambientali le piccole e medie imprese che determinano il reddito in contabilità ordinaria.

INVESTIMENTI AMBIENTALI
Per investimento ambientale si intende: il costo di acquisto delle immobilizzazioni materiali necessarie per prevenire, ridurre e riparare danni causati all’ambiente. Sono in ogni caso esclusi gli investimenti realizzati in attuazione di obblighi di legge.

Quali immobilizzazioni materiali?
Quelle previste dall’art. 2424, primo comma, lettera B), n. II, del codice civile.

  • Terreni e fabbricati;
  • Impianti e macchinari;
  • Attrezzature industriali e commerciali;
  • Altri beni;
  • Immobilizzazioni in corso e acconti.

Il riferimento è al costo di acquisto, sono quindi esclusi i costi sostenuti in dipendenza di contratti che non comportano l’acquisto esempio locazione, concessione in uso, usufrutto, ecc. Rilevano per l’utilizzatore anche gli investimenti in beni effettuati mediante contratto di locazione finanziaria, nella quantificazione dell’importo agevolabile secondo l’approccio incrementale dovrà farsi riferimento al costo dei predetti beni sostenuto dal concedente per l’acquisto dei beni stessi, al netto delle spese di manutenzione. Non rileva, in nessun caso, il prezzo pattuito per il riscatto. (RM n. 95/E del 25 luglio 2005)

La quota di reddito agevolabile corrisponde all’eccedenza rispetto alla media degli investimenti ambientali realizzati nei due periodi di imposta precedenti determinati sempre secondo l’approccio incrementale.

Approccio incrementale (RM 11 luglio 2002 n. 226/E)
Secondo la “disciplina comunitaria degli aiuti di stato per la tutela dell’ambiente” i benefici per gli investimenti ambientali sono “rigorosamente limitati ai costi d’investimento supplementari (sovraccosti) necessari per conseguire gli obiettivi di tutela ambientale”.
L’applicazione del suddetto criterio richiede, pertanto, la quantificazione dei costi d’investimento supplementari. Anche laddove non siano facilmente isolabili dal costo totale dell’investimento, il metodo di calcolo dell’investimento supplementare deve, comunque, ispirarsi a criteri oggettivi basati, per esempio, sul costo di un investimento analogo sotto il profilo tecnico ma che non consenta di raggiungere lo stesso grado di tutela ambientale, come peraltro sottolineato nella richiamata disciplina comunitaria.

Occorre inoltre rettificare il costo dell’investimento con riferimento ai vantaggi economici ottenuti in conseguenza dell’investimento ambientale realizzato, valutati in termini di:

  • aumento di capacità produttiva,
  • risparmi di spesa,
  • produzioni accessorie aggiuntive.

Solo qualora gli investimenti riguardino esclusivamente la tutela ambientale, senza dar luogo ad altri vantaggi economici, non si applicano riduzioni supplementari.

In sostanza l’approccio incrementale di misurazione delle spese ambientali separa la quota parte dell’investimento realizzato al fine di ottenere migliorie ambientali dalla restante parte dell’investimento stesso; esso si contrappone all’approccio globale che invece considera ambientale, nella sua interezza, un investimento realizzato anche per altre finalità.

Quindi l’investimento ambientale deve calcolarsi come:
maggior costo sostenuto dall’impresa per l’acquisto del bene con le caratteristiche di tutela ambientale rispetto al minor costo che l’impresa avrebbe sostenuto se, nell’acquisizione del bene stesso, non avesse valutato gli effetti sull’ambiente della propria attività, al netto dei benefici attesi in termini di maggiore produttività e minori costi futuri.

E’ quanto mai opportuno, tuttavia che le caratteristiche tecniche dei beni oggetto d’investimento, tanto con riferimento alla loro capacità di ridurre l’impatto ambientale quanto di generare futuri risparmi di spesa, siano certificate da soggetti preposti a tele scopo con la specifica menzione che gli stessi sono necessari per prevenire, ridurre e riparare danni causati all’ambiente e che non trattasi di investimenti realizzati in attuazione di obblighi di legge.

L’acquisto deve essere finalizzato alla prevenzione, riduzione e riparazione dei danni provocati all’ambiente dall’attività di impresa. Sono esclusi gli investimenti di bonifica ambientale realizzati in attuazione di obblighi di legge.

DISPOSIZIONE ANTIELUSIVA
Se i beni oggetto degli investimenti agevolati sono ceduti entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello in cui gli investimenti ambientali sono effettuati, il reddito imponibile nell’anno di cessione del bene subirà una variazione in aumento.
La norma antielusiva, agendo direttamente nell’esercizio in cui si verifica la cessione, non implica un ricalcolo del beneficio già ottenuto.

ADEMPIMENTI:

  • BILANCIO
  • COMUNICAZIONE AL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
  • INDICAZIONE IN DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Bilancio
Le imprese sono tenute a rappresentare nel bilancio di esercizio gli investimenti ambientali realizzati. La dottrina ritiene opportuno l’iscrizione in un’apposita voce denominata “Immobilizzazioni tecniche ambientali” nell’ambito della voce “Immobilizzazioni materiali” e in Nota Integrativa l’indicazione separata delle spese ambientali sostenute e fornire informazioni accurate circa la nozione di “costo ambientale” adottata.

Comunicazione al Ministero dello sviluppo economico
Le imprese provvedono a comunicare entro un mese dall’approvazione del bilancio annuale, gli investimenti agevolati. Il Ministero dello sviluppo economico al 31 dicembre di ogni anno con riferimento all’anno precedente effettua il censimento degli investimenti ambientali.

Indicazione in dichiarazione dei redditi (RM n. 78/E del 5 agosto 2010)
Le variazioni in diminuzione corrispondenti agli “investimenti ambientali” dovranno essere indicate nel quadro RF del modello Unico nel rigo “Altre variazioni in diminuzione”.
Nel modello Unico2012 Società di capitali, utilizzando il codice 29, nel rigo RF54;
nel modello Unico 2012 Società di persone, utilizzando il codice 29, nel rigo RF47;
nel modello Unico 2012 Persone fisiche, utilizzando il codice 29, nel rigo RF39.
Il beneficio della detassazione può anche azzerare il reddito imponibile e l’eventuale eccedenza (perdita) risulta interamente riportabile negli esercizi successivi.
Stante il riferimento alle sole imposte sui redditi la detassazione opera esclusivamente ai fini IRES/IRPEF e non ai fini IRAP.

Riferimenti:
Art. 6, commi da 13 a 19 della legge 388/2000
CM n. 1 del 3 gennaio 2001
RM n. 226 del 11 luglio 2002
RM n. 95 del 25 luglio 2005
RM n. 78 del 5 agosto 2010
Documento n. 4 Aristeia Istituto di ricerca dei dottori commercialisti del giugno 2001 “Investimenti ambientali”
DM 18 aprile 2005