LA DETRAZIONE FISCALE PER LA MESSA IN SICUREZZA ANTISISMICA
Per gli interventi di messa in sicurezza antisismica degli edifici situati in zona sismica 1, 2 e 3 (ex opcm 3274/2003) è possibile detrarre dall’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF) o dall’Imposta sul Reddito delle Società (IRES) le spese, sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, in percentuale variabile in relazione alla classe di rischio sismico raggiunta in seguito ai lavori.
La detrazione deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo, a partire dall’anno fiscale in cui è stato effettuato l’intervento.

PERCENTUALI DI DETRAZIONE
Nelle singole unità immobiliari, a destinazione sia residenziale che produttiva, si parte da una detrazione fiscale pari al 50% delle spese sostenute e si può salire:

  • al 70% se l’intervento determina il passaggio ad una classe di rischio inferiore;
  • all’80% se l’intervento determina il passaggio a due classi di rischio inferiori.
Il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione è pari a 96mila euro.

Negli edifici condominiali, si parte dalla detrazione fiscale pari al 50% delle spese sostenute e si può salire:

  • al 75% se l’intervento determina il passaggio ad una classe di rischio inferiore
  • all’85% se l’intervento determina il passaggio a due classi di rischio inferiori.
Il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione è pari a 96mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.
Il miglioramento antisismico deve essere attestato dai professionisti sulla base delle emanate Linee guida per la classificazione sismica degli edifici.

SOGGETTI BENEFICIARI
Possono usufruire della detrazione i contribuenti assoggettati all’Irpef o all’Ires, titolari di diritti reali su immobili a uso residenziale o produttivo situati in zona sismica 1, 2 e 3 (ex opcm 3274/2003).
Ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’Irpef o dell’Ires dovuta per l’anno in questione. L’importo eventualmente eccedente non può essere rimborsato nè conteggiato in diminuzione dell’imposta dovuta per l’anno successivo.
Per ottenere l’agevolazione non è necessario essere il proprietario dell’immobile, ma essere titolare di un diritto reale sullo stesso e sostenere le spese per la sua ristrutturazione.
Oltre che dai proprietari, il bonus può essere quindi richiesto da:

  • nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
  • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir (D pr 917/1986), che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile, a condizione che i bonifici delle spese siano intestati a lui. Se la fattura e il bonifico sono intestati a un solo comproprietario, ma le spese di ristrutturazione sono state sostenute da entrambi, la detrazione spetta anche al soggetto non indicato a patto che nella fattura sia annotata la percentuale di spesa da lui sostenuta.
Per gli interventi effettuati sulle parti comuni dei condomìni, la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che quest’ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.
I condomini beneficiari possono optare per la cessione del credito corrispondente alla spettante quota di detrazione ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati, tranne che alle banche o ad altri intermediari finanziari.

SOGGETTI BENEFICIARI E CAMBIO DEL POSSESSORE DELL’IMMOBILE
In caso di vendita o di trasferimento di diritti reali relativi all’immobile su cui sono stati effettuati gli interventi agevolati, il venditore può scegliere se continuare a usufruire delle detrazioni non ancora utilizzate o se trasferire il diritto all’acquirente, a condizione che questo sia una persona fisica. Il trasferimento è automatico in mancanza di indicazioni specifiche.
In caso di decesso, le quote residue della detrazione sono trasferite agli eredi che conservano la detenzione dell’immobile. La detenzione deve durare per tutti gli anni in cui si usufruisce della detrazione. Se l’erede cede l’immobile in comodato d’uso o lo affitta, non avrà diritto alla quota di detrazione fiscale relativa agli anni in cui non ha più la detenzione dell’immobile. Se gli interventi sono stati eseguiti dagli inquilini o dai comodatari, questi continuano ad usufruire della detrazione anche al termine del contratto di affitto o comodato

SPESE AGEVOLATE
La detrazione fiscale è calcolata sulle spese per la realizzazione dei lavori sulle unità abitative, sugli edifici produttivi e sulle parti comuni dei condomini.
Sono inoltre detraibili le spese per:

  • la classificazione e la verifica sismica degli immobili;
  • la progettazione degli interventi;
  • le prestazioni professionali richieste dalla realizzazione dei lavori;
  • la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 sugli impianti elettrici e della Legge 1083/1971 sugli impianti a metano;
  • l’acquisto dei materiali;
  • perizie, sopralluoghi, relazioni di conformità;
  • Iva, imposte di bollo, rilascio di autorizzazioni;
  • oneri di urbanizzazione.